



Un comune assioma dell'Aikido è che il debole possa controllare il forte attraverso lo studio della tecnica. Ma l'Aikido è più di una semplice abilità fisica: per entrare in armonia con la forza e con i movimenti dell'avversario occorre che oltre al corpo anche la mente sia "adattabile". L' aikidoka deve capire il suo avversario e condividerne le sensazioni; l'obiettivo non è quindi quello di procurare danni, ma di coltivare un senso di "armonia" con l'avversario.
Il segreto dell'essere in grado di trarre vantaggio dalla forza dell'avversario risiede nel principio del movimento circolare ( En undo ). Quasi nessun movimento in Aikido segue una linea retta: i movimenti dei piedi, del tronco e delle braccia descrivono tutti degli archi e, in più, sono tridimensionali - nel senso che percorrono le linee di una sfera o talvolta di una spirale. Il movimento circolare permette all' aikidoka di sommare il suo peso e la sua forza a quella dell'avversario senza paura di bruschi impatti.

Altri principi essenziali del movimento sono:
Le tecniche di Aikido sono classificate nel modo seguente: Tachi Waza (tecniche in piedi), Suwari Waza (tecniche in ginocchio), Hanmi Handachi Waza (tecniche miste in piedi e in ginocchio).
Questi gruppi sono ulteriormente divisi in Nage Waza (tecniche di proiezione) e Osae Waza (tecniche di immobilizzazione). Siccome l'Aikido ha un patrimonio di migliaia di tecniche, è impossibile dare a tutte un nome; perciò solo le tecniche di base sono identificate con un nome specifico: Ikkajo (di primo tipo), Nikajo (di secondo tipo), ecc. Questa catalogazione rende difficile per un neofita capire la natura di una tecnica semplicemente sentendo il suo nome.
